Rassegna stampa

Il Giardino degli aranci: come vanificare lo sforzo di aziende private nei confronti di un bene pubblico

È da qualche anno ormai che la scarsità di risorse pubbliche, unita ad una crescente sensibilità verso le tematiche del decoro urbano, hanno fatto sì che vari Municipi decidessero di affidare la gestione di alcune aree verdi cittadine ad Associazioni o aziende private, in grado di garantire la messa in sicurezza e la manutenzione di questo bene comune.

È indubbio che l’insieme degli spazi verdi del perimetro urbano rappresentino un capitale prezioso, che genera notevoli benefici per la qualità della vita dei cittadini. Dunque, è ragionevole pensare che uno sviluppo sostenibile della città non possa prescindere dal considerare questo patrimonio naturale come oggetto di accurate politiche di pianificazione e monitoraggio.

Lo stesso Report Strumenti di pianificazione del verde urbano in Italia[1], curato anni fa dalla Dr.ssa Silvia Collina, condotto e edito da ISPRA AMBIENTE, conteneva già una serie di direttive circa la corretta manutenzione del verde pubblico, dimostrando fin da allora i vari benefici.

Per occuparsene, oggi più che in passato, è indispensabile un approccio trasversale che accolga al suo interno principi delle scienze naturali in grado di mettere in campo i migliori strumenti di pianificazione del paesaggio, così come interventi di trasformazione del contesto urbano che poggino su una solida conoscenza ingegneristica del settore.

Tutto questo ha portato varie Amministrazioni comunali a gestire internamente la questione del verde pubblico, e in questi ultimi anni a delegarne la manutenzione ad enti privati di diversa natura, capaci di tagliare i costi per l’Amministrazione.

È stato un onore per la nostra Fondazione Sorgente Group quando, nel 2015, abbiamo firmato la convenzione con il Dipartimento Tutela Ambientale del Comune di Roma per l’adozione, la presa in carico e la manutenzione del Parco Savello, più comunemente conosciuto a Roma come il Giardino degli Aranci. Un parco ricco di storia e di fascino, realizzato negli anni ’30 dal famoso architetto Raffaele De Vico, che abbiamo riqualificato, riportandolo allo splendore originario.

Situato sul colle Aventino, in uno dei quartieri della Capitale più amati da turisti e cittadini, questo giardino conquista senza dubbio il titolo di eccellenza nel campo dei belvedere romani, assieme al Pincio e al Gianicolo.

Di comune accordo con il Dipartimento Tutela Ambientale del Comune di Roma e con la Sovrintendenza  Capitolina ai Beni Culturali, i primi mesi di collaborazione hanno visto l’attuazione di diverse operazioni di restyling del Giardino degli Aranci, partendo da un’approfondita “ricerca storico-documentaria sul Parco Savello e sul progetto originario dell’Architetto De Vico del 1832, con relativi disegni e piante”.

Da subito si è lavorato alla riqualificazione dell’area attraverso la sistemazione e il ripristino della funzionalità dei cancelli, fino ad allora scardinati, che abbiamo dotato di lucchetti per limitare l’accesso nelle ore notturne, compresa la re-istituzione degli orari di apertura e chiusura del parco. Un’altra operazione è consistita nel ricollocare le panchine in travertino e i plinti necessari al posizionamento dei vasi in terracotta con i festoni, elemento imprescindibile del primo progetto di De Vico. Tutti i cestini in ghisa, un tempo sottratti, sono stati acquistati e riposizionati. Inoltre, a seguito dell’approvazione del Servizio Giardini, abbiamo provveduto a realizzare e posizionare cartelli con divieti e norme di comportamento.

Inoltre, come stabilito dalla convenzione sottoscritta, la Fondazione Sorgente Group ha provveduto alla cura e alla manutenzione della vegetazione (prato, aiuole, cespugli e arbusti), ha rimesso in funzionamento l’impianto di irrigazione, riempito buche e reintegrato il brecciolino nei viali e nelle aree calpestabili, rimuovendo rampicanti infestanti, in particolare quelli secchi o bruciati da persone che avevano costruito all’interno del giardino dei rifugi di fortuna, a ridosso delle mura antiche di confine con il Clivo di Rocca Savella.

Abbiamo potato e contenuto arbusti e cespugli, piantato nuovi alberi di aranci sotto la supervisione del Servizio Giardini del Comune di Roma, inserito piante di oleandro (seguendo fedelmente il progetto originale) all’interno di vasi.

Per il lavoro svolto abbiamo ricevuto numerosi consensi non solo dalle istituzioni preposte al controllo e alla vigilanza, ma dalla stessa cittadinanza che per un determinato lasso di tempo ha potuto usufruire nuovamente del suo spazio verde. L’intervento economico di questi ‘moderni mecenati’ a sostegno dell’amministrazione consente di realizzare iniziative rivolte alla riqualificazione e alla cura del territorio e del patrimonio culturale della nostra città che altrimenti, a causa della scarsità di risorse pubbliche, non potrebbero essere eseguiti”, furono le parole dell’allora presidente del Municipio I di Roma, Sabrina Alfonsi[2].

È per questo motivo che mi dispiace constatare come il degrado abbia ora preso il sopravvento e che il Comune di Roma non sia riuscito a garantire un’adeguata sorveglianza del Giardino degli Aranci, rendendo tutti i nostri sforzi e i nostri investimenti vani.

Il mio augurio è che si possa percepire l’impegno che realtà come la nostra mettono nella cura del bene comune e che da parte delle Amministrazioni si arrivi ad uno sforzo netto e sostanziale in grado di recuperare la nostra opera, garantendo la salvaguardia del nostro investimento e, soprattutto, del verde pubblico.

Potete ascoltare un mio intervento nella trasmissione “Buongiorno Roma” su Radio Roma Capitale in merito proprio al degrado del Giardino degli Aranci.

Valter Mainetti

[1] http://www.isprambiente.gov.it/contentfiles/00003500/3525-collina.zip/

[2] https://www.festivaldelverdeedelpaesaggio.it/giardino-degli-aranci-mecenati-moderni

 

 

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