Collezione Pittura - Diana Cacciatrice

La dea Diana, fu la derivazione romana della divinità greca Artemide che venerata come ...


Vi presento un'opera recentemente esposta al National Museum of Western Arts di Tokyo, la 'Diana Cacciatrice'.
Il dipinto, dopo essere rimasto per alcuni secoli nella collezione dei conti Carandini di Roma, passò di mano ad altri privati, anche attraverso vendite all’incanto. La Fondazione Sorgente Group, dopo averla individuata in una recente asta milanese, è riuscita ad acquisire questo capolavoro di indubbia qualità museale.

Valter Mainetti


Diana Cacciatrice

Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino
(Cento 1591 - Bologna 1666)
Olio su tela
96,8 x 121,3 cm
Eseguito nel 1658     
               


La dea Diana, fu la derivazione romana della divinità greca Artemide che venerata come signora dei boschi e delle fonti, proteggeva le bestie selvagge, concedendole solamente ai cacciatori più meritevoli. Figlia di Zeus e Leto, secondo la tradizione greca, era la sorella gemella del dio Apollo. Fu oggetto di un culto estremamente diffuso specie per essere considerata dea della fertilità e protettrice delle partorienti. A questo proposito nacquero numerosi templi a lei dedicati, fra cui quello di Efeso, considerato una delle Sette Meraviglie del mondo antico.

In epoca romana il suo cultosubì delle variazioni, in particolare in epoca tarda: una di queste fu l’identificazione di Diana con la divinità lunare Selene divenendo così la personificazione del Cielo, il punto di congiunzione fra la Terra e la Luna.Nella presente composizione Guercino vuole raffigurare proprio questa variante tardo antica del culto della dea, com’è visibile dalla falce di luna che domina sul suo capo, raffigurando l’incontro mitologico fra la de ed il giovane pastore Endimione, come raccontato da Apollonio Rodio , secondo il quale Endimione, re di Elite divenne oggetto dell’amore della dea Selene che una notte lo vide addormentato presso le pendici del monte Latmo, in Asia Minore. Pur di poterlo vedere ogni notte e proteggere il suo bel volto dalla vecchiaia e dalla morte, la dea lo fece cadere in un sonno eterno.
Il Maestro centese, in questa tela coglie l’attimo nel quale la dea,accompagnata da un levriero (il cane è uno degli attributi iconografici fondamentali di Diana, così come lo sono le armi da caccia come lancia, arco e faretra),Diana blocca la sua corsa, e si volta ad osservare il giovane Endimione addormentato.